Alice:
“LE DISTANZEEEEEEEEEEEEEE!”
Ma come è possibile che di questo Covid ci si contagia solo in classe??!! Arrivi a scuola e vedi i ragazzi abbracciati senza mascherina che mangiano tutti dallo stesso pacchetto di patatine, poi suona la campanella allora tutti che si igienizzano le mani, si tirano su la mascherina e si mettono in fila indiana distanti tipo soldatini.
Ma anche i corridoi, ragazzi, sono diventati delle vere e proprie strade con il senso di marcia, gli incroci e le strisce pedonali, poi ti distrai un attimo, finisci nella corsia affianco e senti la bidella che ti grida “SEI CONTROMANOOOOOO!”. Si ma con calma, sono le 8 del mattino non puoi pretendere che io riesca già a collegare i due neuroni che mi ritrovo!
Allora arrivi in classe e sembra che il Covid sia magicamente sparito… Ti siedi, ti togli la mascherina e cominci a chiacchierare e come se nulla fosse il compagno seduto davanti a te si gira.
Ma io dico, il primo giorno ci hanno dato una decina di fogli con scritte tutte le “REGOLE ANTI-COVID” e ce le hanno spiegata ad una ad una, mettendoci almeno 2 ore, quindi, tu, compagno davanti a me perché ti giri senza mascherina e cominci a toccare ogni mio effetto personale passandomi tutti i tuoi germi? Spiegamelo…
E poi i professori, amici miei, alcuni sono bravi e ligi alle regole, eh, ma altri… si dimenticano di tirare su la mascherina completamente e lasciano il naso fuori, poi ti prendono il quaderno e ti guardano e dicono “OPS mi sono dimenticata di igienizzarmi le mani!”, oppure passano in mezzo ai banchi e danno una pacca sulla spalla a uno, toccano il banco all’altro e prendono in prestito la penna ad un altro ancora.
L’intervallo, arriva il momento in cui suona la campanella, ma non puoi alzarti. Devi pulirti il banco e le mani, solo dopo di ciò puoi mangiare, finito di fare merenda, ripulisci il banco, ti metti la mascherina e poi, solo da quel momento (e non prima), puoi parlare, ma senza urlare però, perché sennò volano le “droplets” (le particelle di saliva) che possono contagiare gli altri…
Chiara:
Tanto non ci vado a scuola! Ovviamente scherzo, ci vado anche io, nonostante sia una star, però da me la situa non è così drammatica come da Alice.
Lunedì alle 7.55 è suonata la campanella e la bidella si è messa davanti al cancello, come quei bodyguard che ci sono ai concerti/eventi, a misurare la febbre. Hanno fatto passare la quarta e la quinta elementare prima di noi, ma vi rendete conto?! Uno scandalo! A parte questo, ci ha misurato la febbre e poi siamo entrati.
Nella mia scuola ci sono due piani: al piano superiore le elementari e al piano terra le medie; ma essendo una scuola di paese, le aule sono piccolissime perché hanno pochi alunni, e quindi noi delle medie non ci stavamo tutti in sede. La prima e la seconda sono andate all’oratorio, mentre noi star siamo rimasti nella nostra scuola, in un’aula che sarà il doppio di quella degli anni passati. Per una volta siamo i privilegiati!
Il primo giorno è stato un botto triste, eravamo silenziosissimi, che per la mia classe è strano, dato che solitamente c’è sempre casino, non mi sembrava neanche reale. La professoressa ci ha letto tutte le 2000 regole anti-covid, e nessuno di noi fiatava. L’unico rumore che si sentiva era un fastidiosissimo ronzio che ti trapanava il cervello, proveniente dal led, o almeno così abbiamo dedotto, ma per fortuna abbiamo risolto!
Al posto dei bachi con le rotelle che fanno vedere al telegiornale, abbiamo ritrovato i nostri cari e vecchi banchi color crema, che come se non bastasse traballano anche!
L’intervallo l’abbiamo fatto normalmente in corridoio, dato che ci siamo solo noi! Ci siamo subito seduti sulle sedie dedicate a quelli del pre-scuola, che la bidella aveva già disinfettato, e quindi ci siamo presi una bella sgridata! Cosa dobbiamo farci, siamo fatti così! Finito di parlare e mangiare siamo rientrati in classe ordinatamente… più o meno!
Il primo giorno è stato molto tranquillo, si può dire idilliaco (per i professori, mica per noi), ma questa pace non è durata per molto; dal secondo giorno siamo tornati la classe di sempre: quella che senti dal corridoio mentre entri, quella che parlotta e ride, quella che i professori ricordano per qualche cavolata detta, però con le mascherine.
Che dire, per noi non ci sono stati cambiamenti drastici, ma non è come gli altri anni, mantenere le distanze non è sempre semplice (per me invece sì, ho sempre odiato il contatto fisico), e la mascherina a volte è proprio fastidiosa. Prima o poi tutto tornerà alla normalità e potremo tornare ad ammassarci sul termo!
Questo è stato il nostro rientro a scuola!
Bacioni! (Li abbiamo igienizzati tranquilli)
Chiara e Alice
