Scuola

Gli esami

Ma buongiorno ragazzi e ragazze o animali, chissà, magari qualche rinoceronte ha imparato a leggere. Tutto può essere.  Comunque se sei un rinoceronte, non voglio discriminarti, ma non credo che questo articolo ti possa interessare, perché oggi parleremo di esami! Vi racconterò la mia esperienza personale, e un po’ quello che ho sentito a riguardo, dal racconto degli influencer o dei miei amici e coetanei. Io ho fatto quello di terza media, quindi nulla di che, ma ho visto molti con la maturità in preda alla disperazione.

Io l’esame l’ho avuto il 17, di giovedì, di pomeriggio, una settimana circa dopo la fine della scuola. Avevamo solo l’orale, che consisteva con l’esposizione di un elaborato, che doveva durare dai 10 ai 12 minuti, di più andavano poi a penalizzarti, ma anche qui ho sentito opinioni e regolamenti molto contrastanti, e poi si lasciava il tempo ai docenti di fare domande, che teoricamente dovevano essere in tema, o comunque partire da quello che il candidato ha detto durante l’esposizione, poi di fatto ognuno chiedeva quello che voleva, da quello che mi è stato riferito da molti.

L’incubo peggiore di quest’anno è stato l’elaborato. In che cosa consiste un elaborato? Ecco questa era la domanda più comune tra gli alunni e le famiglie a casa, che erano abituate a sentire parlare della famosa e classica tesina. In buona sostanza l’elaborato era un lavoro originale, che poteva essere un disegno, una presentazione, anche un cartellone, che poi il candidato doveva discutere, o almeno questo diceva la nostra circolare con il regolamento. Il problema? Che questo elaborato è rimasto misterioso per molti fino a 5 giorni prima dell’esame, perché non avevano capito in che cosa consistesse. Molti hanno preparato la classica tesina, tutta scritta, composta da 18 pagine, tutte fitte fitte, che per concentrarsi ad ascoltarla dovevi essere ben volenteroso. Dovevate sentire le urla delle professoresse quando ci si sbagliava a dire tesina, al posto di elaborato o discorso di esame, sembravano degli esseri mitologici misteriosi, che erano capaci di ucciderti con la loro voce, delle specie di sirene dell’Odissea. Ah, il bello dell’elaborato è che non doveva comprendere tutte le materie, quindi se eri bravo a parlare te la cavavi anche con relativamente poco.

La cosa più complessa è stata scegliere l’argomento dell’elaborato. Un bel giorno, a Marzo, ci hanno detto che entro 10 giorni dovevamo scrivere in una tabella i nostri argomenti e tutti i collegamenti. Ora, immaginate il mio panico, perché di quello si trattava, e subito dopo immaginatemi a piangere mentre guardo Sanremo con una lente a contatto sì e una no, perché non riuscivo a toglierla. Bene, ora che vi siete immaginati questa scena a dir poco penosa, contando che ero sdraiata sul divano a testa in giù e cantavo a squarciagola i quadri di Achille Lauro e Zitti e Buoni, pensate a quanto sia complicato dover trovare dei collegamenti in 10 giorni. 10 giorni in cui dovevo anche studiare per le verifiche, fare commissioni varie, mantenere una vita sociale decente, e anche una stabilità mentale per riuscire a preparare l’esame. Bene, alla fine sono giunta alla conclusione di portare la Pop Art, e collegare le materie partendo da un dipinto. Così un sabato mattina mi sono messa di impegno, ho sbattuto la testa dentro libri riguardanti il mio argomento e ho tirato fuori qualcosa di decente da mettere in quell’odiosa tabella.

Il problema successivo? Ecco, questo problema era tutto nella mia mente, e sarebbe stato meglio se fosse stato all’esterno. Il problema consisteva nel fatto che non ero sicura che i professori me lo accettassero. Quindi una volta svanito l’entusiasmo iniziale dell’aver fatto un lavoro originale e bello, è partito lo sclero, per cui passavo ore ad autocommiserarmi e a piangere al pensiero che avrebbero potuto darmi un argomento d’ufficio. Che poi quali saranno mai gli argomenti d’ufficio, se non temi di attualità sui problemi della nostra società. Voi mi vedete a parlare di problemi sociali, imparando a memoria tre testi letti da libri di scuola?! E’ una cosa che odio e mi irrita parecchio. E tutto è peggiorato quando ho scoperto che ci avrebbero confermato l’argomento centrale il 3/5 Maggio, non ricordo di preciso. Ora immaginatevi di nuovo la scena iniziale, di una me che piange e si autocommisera e mettetela in loop fino a Maggio, mentre deve fare anche le Invalsi, e preparare altre 280 verifiche, tra cui la prova comune di francese. Alcuni hanno cambiato l’argomento circa 20 volte, il mio, invece è rimasto sempre uguale. E’ rimasto uguale anche quando hanno confermato gli argomenti, invece per certi è stato un po’ ristretto il campo, anche perché altrimenti in 10 minuti non ce la si poteva fare. Quindi la disperazione si è spostata sugli altri, e io ho iniziato a scrivere il Word da studiare.

Posso dire che nella fase di studio mi sono divertita più del previsto? Sì, posso dirlo, contando che Warhol, massimo esponente della Pop Art, era un autentico genio, con delle uscite veramente pazzeske (con la K rigorosamente).  Ho preparato un Power Point da mostrare il giorno dell’esame, e anche dei disegni, che erano la Marilyn, il Vesuvio e le Cambell Soup, tutti di Warhol. Ah, anche il dollaro, che però avevo fatto per mio diletto e che poi ho portato, perché dato che eravamo in tema.

Stava tutto filando per il verso giusto, fino a quando ho scoperto che sui computer della scuola, in particolare anche quello della nostra classe che poi avremmo usato, non c’era Power Point. Quindi, o lo aprivi in pdf, cosa che neanche volevo pensare, oppure pregavi in aramaico e lo aprivi con Google Presentazioni, nella speranza che non si stravolgessero le slide. Quindi ho preparato anche il Google Presentazioni, un po’ contro la mia volontà, e l’ultimo giorno una delle mie prof ha tirato fuori un computer con Power Point, quindi mi sono salvata. Peccato che il giorno dell’esame ho scoperto che era un Power Point del cretaceo e quindi era tanto quanto usare Google Presentazioni.

Il giorno dell’esame è andato tutto alla grande. Non ci ho messo neanche tanto a trovare i vestiti giusti, sono andata con dei jeans neri e una t-shirt stile Pop Art che è piaciuta a tutti. Abbiamo aspettato fuori da scuola e ci siamo divertiti, o meglio mi sono divertita a vedere alcuni dei miei compagni morire dall’ansia e scaricarla in diversi modi, e questi diversi modi erano fare domande a raffica a chi usciva o sparare una serie di frasi fini per descrivere la situazione. Incredibile ma vero, ero tranquillissima, l’unica cosa che avevo erano le mani che tremavano, ma quello è un grande classico, non riesco neanche a fare le foto se non mi concentro, quindi non mi stupisco (avevo le mani che tremavano anche quando i Måneskin hanno vinto l’Eurovision, quindi potete immaginare al mio esame). Una volta superato l’ostacolo del mettere la chiavetta con le mani che tremano è stato tutto in discesa. Nessuna domanda a cui non ho risposto, e un po’ di risate per stemperare la tensione, un sacco di complimenti. Quindi. LET’S GOOOOO!

E per la serie “non succede, ma se succede” sono uscita con 10! Yupppppppyyyyy! Ora mi godo il dolce far niente dell’estate.

Ora mi rivolgo a voi, e siate il più sinceri possibili. Convenite con me che è una fortuna che gli esami durino così poco, e non per l’ansia, che io avevo perché non ce l’avevo (mi spiego, avevo l’ansia perché non mi veniva l’ansia), ma per “Notte prima degli esami”. Canzone magnifica, poesia, non lo metto in dubbio, grande Venditti, che salutiamo, ma dopo 15 giorni, se non di più in cui si sente assiduamente ogni giorno sulle storie Instagram, diventa il peggior incubo di tutti. Forza ammettetelo! Non mentite! Io la sera prima ovviamente mi sono data all’ascolto di questa meraviglia, ma sono arrivata alla conclusionec he è troppo malinconica, e che mi fa piangere, quindi ho iniziato a spammare alla mia amika le canzoni che ascoltavo da piccola, che non sono Il Coccodrillo Come Fa, e neanche Il Pulcino Pio, ma le canzoni degli AC/DC che mio padre tanto ama. Inaspettato vero? Poi in macchina mi sono data ai Måneskin, come ho fatto per un intero anno scolastico. Sono entrata che ero gasatissima.

Vi lascio con un In bocca al lupo, per chiunque debba ancora farli e un augurio perché i risultati siano i migliori. Non è il voto che fa la vostra persona, è solo un numero, prendetela come una soddisfazione personale e andate avanti.

Un bacione a tutti e buona estate a chi ha finito gli esami!

                                                                                                                      Chiara

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